Non dirigo il matrimonio. Imparo a leggerlo.
Sono Alessandro Cervetti, fotografo di matrimonio a Monza. Lavoro soprattutto tra Brianza, Milano e Lombardia, seguendo coppie che vogliono riconoscersi nelle proprie fotografie senza vivere il matrimonio come un set.
Mi interessa ciò che succede tra le persone: una risata che parte senza preavviso, uno sguardo che dura un secondo, qualcuno che si emoziona mentre tu stai guardando altrove.
Voglio che quel giorno resti tuo. Io mi occupo di esserci nel punto giusto.

Presente quando serve. Quasi invisibile quando il momento è già perfetto così.
Non voglio che tu ricordi il matrimonio come una lunga lista di fotografie da fare. Voglio che tu possa stare con le persone che ami, ridere, emozionarti e dimenticare per lunghi momenti che io sia lì.
Per questo prima del matrimonio mi interessa conoscerti davvero: capire chi avrai accanto, quali persone hanno un significato speciale e che tipo di giornata stai immaginando.
Quando serve ti guido. Negli altri momenti osservo, anticipo e cerco ciò che sta accadendo ai margini: mani, sguardi, abbracci e persone che magari tu, in quel momento, non stai guardando.
La discrezione per me non significa stare lontano. Significa essere abbastanza vicino da vedere ciò che succede, senza diventare il centro di quello che stai vivendo.
Fotografie spontanee non significa lasciare tutto al caso.
Dietro a un racconto naturale c’è molta attenzione. Alla luce, ai tempi, agli spazi e soprattutto alle persone. Il mio lavoro è sapere quando intervenire e quando, invece, è meglio fare un passo indietro.
Se una piccola indicazione ti aiuta a sentirti più tranquillo davanti alla macchina fotografica, te la do. Ma non voglio trasformarti in qualcuno che non sei per ottenere una fotografia perfetta.
Quello che cerco è un equilibrio: immagini curate, ma vive. Fotografie che abbiano una composizione, una luce e un punto di vista preciso, senza perdere ciò che stava accadendo davvero.
È il motivo per cui preferisco parlare di fotografia emozionale di matrimonio: non perché ogni fotografia debba essere drammatica, ma perché deve riuscire a riportarti a una sensazione.
Una fotografia diventa importante quando, anni dopo, ti riporta da qualche parte.
Non cerco soltanto immagini corrette o scenografiche. Cerco fotografie che abbiano dentro una persona, una relazione, un gesto e un pezzo del modo in cui hai vissuto quel giorno.
Il matrimonio passa velocemente. Molte cose le ricorderai bene, altre quasi per niente. Alcune, semplicemente, non le vedrai perché starai vivendo qualcos’altro.
È anche questo che voglio consegnarti: non soltanto ciò che sai già di aver vissuto, ma ciò che accadeva intorno a te. Tuo padre che ti guarda. Un’amica che piange. Una risata partita dall’altra parte della stanza.
Quando una fotografia riesce a farti tornare lì, per me ha fatto il suo lavoro.
Se questo modo di fotografare ti somiglia, raccontami di voi.
Data, luogo e qualche riga sul matrimonio che stai preparando. Da lì iniziamo a conoscerci.
Raccontami il tuo matrimonio